MEDUSA
Anemone Film – ITA
Anima Pictures – ALB
Arianna Pecorella
Nel 1997, durante l’Anarchia Albanese, un proiettile vagante cadde tra le mie gambe, sfiorandomi per poco. La paura dei miei genitori fece sì che pochi giorni dopo prendessimo un traghetto per Bari. Loro avevano i visti, mentre mia sorella ed io passavamo per figlie di altri. Per sembrare le ragazze “legittime”, mia madre ci tagliò i capelli e tinse i miei di biondo. Nel documentario, ripercorro il tragitto verso la mia città natale a ritroso. Il viaggio in traghetto Bari-Durazzo diventa onirico da una prospettiva subacquea: uno sciame di meduse, che si muove controcorrente e invisibile, simboleggia il nostro attraversamento. Quando arrivo a Scutari, rianimo la casa della mia infanzia dipingendo le pareti del blu che avevano un tempo e cercando mobili anni ’90 nelle case degli anziani. La casa diventa un palcoscenico: il teatro dove i ricordi prendono forma e il passato riaffiora. Mentre esploro i luoghi e gli eventi del mio passato, si apre un dialogo culturale con gli abitanti del posto. “Com’ero a due anni?” I ricordi hanno diversi strati: ciò che è stato, è stato. Ciò che resta potrebbe non essere mai abbastanza.