La giornata di venerdì 12 giugno a Biografilm si apre come un invito a rallentare lo sguardo e a cambiare prospettiva: il cinema incontra la poesia e il festival si trasforma, per un giorno, in uno spazio di ascolto diffuso, dove le immagini non si limitano a raccontare ma diventano occasione di scrittura, attraversamento, interrogazione del reale. Nasce così Biografilm Poesia – La vita che scrive, a cura di Emanuela Ceddia e Franca Mancinelli: una nuova sezione che porta dentro il festival una lingua diversa, fragile e potente, capace di affiancare al racconto per immagini quello della parola poetica.
Ad aprire questo nuovo percorso è la presenza di Milo De Angelis, tra i maggiori poeti contemporanei italiani, una voce che da decenni interroga il rapporto tra vita e scrittura, destino e linguaggio. La sua opera, da Somiglianze fino a Linea intera, linea spezzata, attraversa generazioni di lettori e si impone come una delle più radicali esplorazioni della parola poetica nel nostro tempo. Il suo incontro segna l’ingresso del festival in una dimensione diversa, in cui la poesia non accompagna il reale ma lo attraversa.
Il primo appuntamento si svolge alle 16.00 al Sympò con “Dialoghi dalla residenza. Tavola rotonda su parola poetica e visione”. Qui la poesia prende forma come esperienza condivisa: quattro giovani autori – Tommaso Di Dio, Andrea Donaera, Elena Lacentra e Giada Borgagni – hanno vissuto il festival come un tempo di immersione, attraversando le proiezioni e trasformandole in materia di scrittura. Non commento, non traduzione, ma una sorta di ecosistema poetico che nasce dal contatto diretto con il cinema. Attorno a loro, critici, studiosi e operatori culturali tra cui Maria Borio, Riccardo Donati, Marco Pelliccioli, Stefano Raimondi, Lidia Riviello e Mara Travella, in un confronto che mette in dialogo visione, pensiero e parola.
La giornata si sposta poi, alle 20.30, nel Chiostro del Complesso di Santa Cristina “della Fondazza”, dove prende vita l’incontro “Cercherò frasi che ti salvano”: Milo De Angelis dialoga con Emanuela Ceddia e Franca Mancinelli, mentre le letture di Viviana Nicodemo restituiscono la voce viva della poesia. È un momento intimo e sospeso, in cui la parola torna a farsi presenza, relazione, tentativo di salvezza condivisa.
Subito dopo, alle 21.30, il chiostro si apre al cinema con la proiezione di The Desert of the Real di Luuk Bouwman, introdotto dalle curatrici del progetto. Qui il passaggio tra poesia e cinema diventa naturale, quasi inevitabile: due modi diversi di interrogare la realtà che si rispondono a distanza. Già dalle 19.30 lo spazio si anima con una degustazione di vini a cura di FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, trasformando il chiostro in un luogo di incontro e attraversamento, prima ancora che di proiezione.
Accanto al cuore poetico della giornata, il festival continua a dispiegarsi attraverso uno sguardo cinematografico ampio e internazionale. Alle 16.15 al Cinema Lumière – Sala Scorsese, in collaborazione con Goethe Zentrum, bauhaus forever. di Nico Weber riporta lo spettatore dentro l’eco di una modernità incompiuta, interrogando ciò che resta di un’idea quando le sue forme svaniscono e sopravvive soltanto la tensione originaria.
Alle 18.00 al BIOGRAFILM HERA THEATRE | Pop Up Cinema Arlecchino, la serie documentaria Sguardi in camera di Francesco Corsi e Paolo Simoni, narrata da Milena Vukotic, attraversa la memoria dell’Italia attraverso immagini amatoriali e frammenti di vita quotidiana, restituendo al cinema il suo lato più fragile e umano. I registi saranno presenti in sala.
Alle 19.00 si torna al Cinema Lumière con Los que saben di Simona Bua e Jesús González Mariscal, che ci porta tra le montagne del Messico meridionale, dove la curandera Doña Paulina custodisce un sapere antico messo oggi in dialogo – e talvolta in tensione – con la medicina occidentale. È un film che parla di cura, ma anche di resistenza culturale e di futuro.
Alle 20.30 al BIOGRAFILM HERA THEATRE | Pop Up Cinema Arlecchino arriva American Doctor di Poh Si Teng, che segue tre medici di diversa origine religiosa e culturale tra Gaza e gli Stati Uniti. Un racconto che attraversa confini politici e morali, mettendo al centro la responsabilità individuale dentro scenari di guerra e crisi umanitaria.
Chiude la giornata, alle 21.00 al Cinema Lumière – Sala Scorsese, Lo spazio vuoto di Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli, un film che nasce da una perdita e prova a ricostruirla attraverso lo sguardo del figlio. Le voci degli altri diventano tracce, indizi, tentativi di comprendere ciò che resta quando una vita si interrompe troppo presto. Saranno presenti i registi e le produttrici Nadia Ghisalberti (Perseo Film) e Giorgia Goi (Lab 80).
È una giornata che si muove tra registri diversi ma profondamente connessi: la poesia che apre varchi nel linguaggio, il cinema che raccoglie storie e memorie, le immagini che diventano strumenti per interrogare il presente. Biografilm continua così a costruire uno spazio in cui le forme del racconto si moltiplicano, si contaminano e si ascoltano, restituendo al pubblico non solo film e parole, ma possibilità nuove di abitare il mondo.