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Biografilm for Kids 2016

LABORATORI PER BAMBINE E BAMBINI

Limite e illimitatezza, Confine e sconfinato.

 

Biografilm for Kids è come ogni anno una grande sfida.

Quest’anno il tentativo è di non essere dicotomici nella narrazione di compresenze quali la vastità del web, della rete, della global citizensh che scorre parallela alle strettoie imposte dai confini tangibili dei diritti, della pelle, della geografia, dei muri.

I laboratori di Biografilm for Kids hanno l’intento di solleticare le domande taciute, le curiosità con i punti interrogativi non risolti, le contraddizioni, le differenze in un processo comune e partecipato dedicato ai bambini e le bambine e ai loro genitori ed accompagnatori.

I temi della velocità e dell’accelerazione, la riduzione delle distanze, l’accesso all’informazione, lo sharing, l’open source e le sue connessioni al making e alla gratuità, il “to be connected”, il cyber world, i virus e il game, l’indipendenza e l’esplorazione vengono declinati in percorsi esperienziali che fanno scaturire scatole creative, riflessioni, narrazioni d’identità attraverso il linguaggio colorato, irriverente e senza filtri dei bambini e delle bambine.

 

I LABORATORI DI BIOGRAFILM FOR KIDS 2016:

 

 GIOVEDI 02 GIUGNO – CITIZEN DRAWING 

Come si disegna un’opera a più mani? Come tanti fogli ne divengono uno solo? Come ci si fa piacere il colore preferito di un altro? Perché devo prestarti il mio pennarello? Mi va di continuare a colorare il tuo disegno? Mi va di farti colorare il mio?

Accordi, disaccordi, meraviglie e contraddizioni dei processi di comunità, con il bastone della parola, il cerchio, l’ascolto, l’accoglienza degli opposti.

 

VENERDI 03 GIUGNO – INTELLIGENZA SUPERSTRAMEGAFOTOGALATTICA

Se io fossi un inventore allora costruirei un robot che gioca con me.

Se io fossi una sarta allora cucirei una bambola che raccoglie le fragole.

Se io fossi un falegname allora scolpirei un tronchetto che mi canta le canzoni.

Un po’ alter-ego, un po’destinazioni finali di viaggi nella memoria, un po’ specchi, i nostri piccoli amici immaginari riescono a fare addirittura ciò che non è possibile.

Costruiamo piccoli compagni di viaggio.

 

SABATO 04 GIUGNO – VIRUSSS!

Te c’hai il moccolo. Te c’avevi il morbillo. Te c’hai un cerotto sul ginocchio. Io ho il naso sempre chiuso che se c’avessi la tua allergia almeno me lo potrei soffiare. Il tuo ginocchio è sbucciato che se io abitassi in campagna cadrei anch’io nell’erba.

Malattie vecchie e nuove, inventate, appiccicose. Contagiamoci.

 

DOMENICA 05 GIUGNO – GROWING UP

Io ce l’ho una mamma, ma sembra essere tornata piccola e forse è diventata mia figlia.

Io ho un papà che spacca la legna cantando.

Io ne ho due di mamme.

Mio papà ha un marito. Anche mia mamma.

Voglio la mamma.

Io non lo conosco mio papà.

Io un giorno sarò mamma.

Io gioco sempre a fare il papà.

Che se penso ad un luogo meraviglioso dove far crescere una creatura, penso ad un giardino.

Un laboratorio sulle famiglie, tutte.

 

LUNEDI 06 GIUGNO – STARNAZZARE COME IN UNO STAGNO LE PAPERE
(MAKING COME AUTONOMIA DELLA CONOSCENZA)

A me non mi piace andare a scuola.

A me piace correre fino a che la maglietta è bagnata, che imparo come funziona il vento.

A me non mi piace la matematica.

A me piace contare i sassini nascosti tra i fili lunghi dell’erba, che imparo come arrivare a 27.

Educazione incidentale, senza La Maestra.

 

MARTEDI 07 GIUGNO – GAME
giòco
(letter. giuòco) s. m. [lat. iŏcus «scherzo, burla», poi «gioco»] (pl. -chi).

Una tavola imbandita di cose stranissime, che manco si capisce da dove siano arrivate, per immaginare, costruire, ridere, assemblare, appiccicare, scocciare, annodare, manipolare, strappare, accartocciare, annusare. Un laboratorio esperienziale.

 

MERCOLEDI 08 GIUGNO – LO SHARING DEI NANI

Che se hai le dita piccole a volte è più comodo sminuzzare le cose, come gli uccellini quando fanno il nido. Che se poi le spezzetti hai più mattoncini per costruire una casa. Che poi, mica ne viene una sola di casa se le cose le hai spezzettate in tanti quadrettini, ne vengono un sacco.

Carte colorate da strappettare, tessere che si separano diventando altre tessere, si dividono e si con-dividono per creare storie tutte diverse.

 

GIOVEDI 09 GIUGNO – TUTTO CIO’ CHE NON ERA POSSIBILE
Se tu avessi una scatola gigante, tutta bianca, tutta per te, cosa ci metteresti dentro?

Se questa scatola non fosse mai stata abitata, disegnata, annusata, graffiata, di cosa sarebbero impastate le sue pareti? Se tu potessi fare tutto ciò che ti dicono che non sia possibile, che cosa faresti?

Ci leghiamo sassi alle caviglie e immaginiamo a più non posso. Poi, decidiamo se tagliare la corda.

 

VENERDI 10 GIUGNO - VELOCISSIMISSIMAMENTE

La superlumaca sbrilluccichina corre più veloce della lepre marzolina.

Il coniglio impastato con la salsa di soya sorpassa in tre secondi la stanza della noia.

Cicale imbalsamate per finta e per incastro nuotano a razzo al largo del mare salmastro.

Dalla velocità del Futurismo all’accelerazione del Contemporaneo, nitriti di poesia tra nonsense e follia.

 

SABATO 11 GIUGNO – SORRIDERE AL CONFINE

Chi c’è dall’altra parte? Io non lo so e ho paura. Io ho paura perché non lo so.

Cosa non si vede al buio? Cosa sono questi rumori?

Non ho capito cosa dici. Non ho capito cosa dici. Non ho capito cosa dici.

Mi fido di me, quindi cerco cose a me uguali.

Forziamo le chiusure, accendiamo le luci, ci arrampichiamo sui muri, guardiamo dalle serrature. 

 

DOMENICA 12 GIUGNO – NO BORDERS
La pelle come confine. I bordi, il tatto, l’incontro. Appoggiarsi. Appoggiare. Toccare. Fidarsi. Farsi accompagnare, ascoltarsi, riconoscersi, fondersi.

Piccolo laboratorio di contact, movimento e gioco danza.

 

LUNEDI 13 GIUGNO – MA COME FAI A SAPERLO?
Strilloni d’altri tempi riunitevi! Investigatori, topi di biblioteca, prezzemolo semprinmezzo, elefanti spioni dalle grandi orecchie. Cerchiamo redattori di notizie a 18 colori, di storie che narrano senza parole, di trucchi e magie svelate, di racconti chemelhadettolui.

Un telefono senza fili che fa nascere cose che non sapevi, uno strano sportello di accesso all’informazione.

 

MARTEDI 14 GIUGNO – LA RIDUZIONE DELLE DISTANZE
Vive in un paese lontano. 

Non ti allontanare!

La mia nonna è andata lontano.

E’ troppo lontano per andarci a piedi.

Viene da lontano.

La lontananza, sai, è come il vento.

Cosa abita lo spazio di una distanza? Che fili posso tendere per avvicinarmi?

Geografie, mappe, tempo, unità di misure sensibili.

 

MERCOLEDI 15 GIUGNO – TEMPOR(E)ALE

Mentre mi racconti qualcosa, è già passato.
Mentre ti dico che hai una formica nei capelli, se ne è già andata.
Se ti arriva una lettera, ricorda che te l’ho scritta tante ore fa.

Non è più valido.

Basta dividere per 2,9 l'intervallo di tempo in secondi che intercorre tra la visione del fulmine e la percezione del suono, per avere la distanza in chilometri alla quale si è verificato il fenomeno.

Un laboratorio sulle illusioni.

 

GIOVEDI 16 GIUGNO – UN VICINATO GRANDE COME IL MONDO

Fai finta di essere in un cerchio. Ci sei tu dentro.

Fuori da te un altro cerchio, dentro le persone che hai più vicine.

Ogni persona ha un suo cerchio, dentro le persone ad essa più vicine.

Ogni persona più vicina ha un proprio cerchio, dentro le persone ad essa più vicine.

Fai continuare questo gioco all’infinito.

 

VENERDI 17 GIUGNO – ROVI ODOROSI DI ROSE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI

(MAKING COME AUTONOMIA DELL’ESPERIENZA)

“Prendi questo cestino di doni e portalo alla nonna che vive nel bosco, ma comportati bene per la strada e non ti allontanare dal sentiero”

La fiaba di Cappuccetto Rosso ribaltata, rigirata, riletta, capovolta.

Un laboratorio per bambini e bambine che accompagnano genitori nel bosco.

Non ti allontanare troppo dal sentiero, potresti ritrovare la giusta strada.

 

SABATO 18 GIUGNO – METTERE I PANNI SPORCHI IN PIAZZA

Coraggio. Omertà. Verità. Giustizia. Che paroloni.

Tele di libertà, di sapere, senza filtri.

Che laboratorio difficile.

Bambini che si sporcano le mani, che sporcano le cose, le liberano e ne fanno bandiere.

 

DOMENICA 19 GIUGNO – DIECI LETTERE HA IL MIO NOME – FESTA FINALE NEL PARCO

Mi chiamo Alessandra.
Mia madre avrebbe voluto chiamarmi Susanna, mio padre Carlotta.
Chi non ricorda il mio nome mi chiama Francesca
Io vorrei chiamarmi Sveva.

Oggi è il mio compleanno.

Un laboratorio che esplora con ironia l’identità, a bordo di una valigia di oggetti e storie, per festeggiare i miei 38 anni.

 

 

 Tutti i laboratori sono ideati e realizzati da Lacussini

 

Alessandra Cussini, progettista e creativa, si occupa di persone, competenze, idee atipiche, differenze. Inventa soluzioni. Coprogetta percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone fuoriuscite dal mercato del lavoro e in fase di ripensamento professionale, mettendo in relazione le politiche culturali, sociali e economiche dei territori. Si occupa di progetti di comunità valorizzandone le identità singole e plurali e potenziandone le risorse. Utilizza nuove economie, monete complementari, circuiti di scambio. Si occupa di processi creativi e comunicazione, raccontando e ideando nuovi modi di narrare. Ha ideato e diretto per più di dieci anni un centro di produzione artistica e creativa a Bologna. E’ sempre in viaggio. Ha tantissimi capelli, ma corti. Sceglie un mondo orizzontale, con moltissimi libri, ama cucinare e vive in una grande casa di campagna. 

 

La cussini
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