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Il Festival

Ogni racconto ha bisogno di una fine, oltre che di un inizio. E il racconto dell’umanità si alimenta da sempre al mito di un’apocalisse gloriosa. In realtà nessuno verrà a salvarci, dovremo pensarci da soli.
Ian McEwan, Blues della fine del mondo

 

Nel suo primo film L’ultimo terrestre il disegnatore Gipi immagina che sulla terra arrivino gli alieni. Esseri miti, fisicamente in linea con lo stereotipo della fantascienza, ma con un dono del tutto speciale: la capacità di distinguere il bene dal male. È l’apocalisse.

Un’idea dirompente in un momento in cui un intero sistema di valori sembra messo in discussione dalla scarsa tenuta delle istituzioni sociali e politiche più elementari. Sul nostro Paese sembra calata una notte che cancella i colori e le forme, piombandoci in una nebbia immobile. Niente di liberatorio, nessuna apocalisse, nessuna resurrezione.

La selezione delle storie di questa impegnativa ottava edizione del festival sembra portare con sé proprio una testimonianza di segno opposto: i protagonisti di Biografilm hanno un’idea, un progetto, un obiettivo, una passione per cui hanno combattuto e che sanno e possono testimoniare. Dalle utopie olivettiane agli “elementi di critica omosessuale” di Mario Mieli, passando per la lotta per i diritti civili di Harry Belafonte e quella per la libertà d’espressione dell’artista cinese Ai Weiwei. Dai Nobel per la pace Shimon Peres e Yasser Arafat, che hanno fatto entrambi la guerra, all’attivista ecologista Paul Watson da decenni schierato a tutela della fauna marina.

Dall’icona della controcultura Dennis Hopper alla politica agita da Judith Malina nel suo Living Theatre, alla lotta contro l’apharteid di Miriam Makeba. Seguiremo l’atlantico Ron Mann che cerca sempre la motivazione delle cose e il mediterraneo Andrea Segre, che quando qualcosa non lo convince prende la telecamera e parte.

Dall’imprenditore Steve Jobs che ha rivoluzionato il modo di comunicare, al presidente delle Maldive Mohammed Nasheed impegnato contro il global warming. Vite diversissime, come sempre a Biografilm, ma tutte con un tratto comune: la capacità e la strenua determinazione a fare delle scelte, a prendere dei rischi, a mancare o raggiungere degli obiettivi. Anche questa volta dopo la fine del mondo ci sarà una moltitudine di cose da fare e ci vorranno tantissime buone idee. Intanto sarà il caso di cominciare a fare delle scelte.

Andrea Romeo
Direttore artistico

 

Per la sua ottava edizione Biografilm Festival si presenta al suo pubblico e alla città confermando la formula allargata inaugurata con successo nel 2011: undici giorni di una programmazione fitta e trasversale, che spazia dalla corposa selezione cinematografica internazionale, alle presentazioni di libri nello Spazio laFeltrinelli, ai concerti dal vivo, all’incontro, sempre intenso, con i protagonisti dei racconti di vita che da tutto il mondo il festival porta nel cuore di Bologna.

Una formula che moltiplica le sedi della manifestazione, intensificando ancora il dialogo con la città e i suoi luoghi. Alla sede tradizionale della Manifattura delle Arti, in cui si esprime la collaborazione con due fondamentali istituzioni culturali della città - la Cineteca del Comune di Bologna e il MAMbo, cui va il ringraziamento del festival - si affiancano già dallo scorso anno il Bio Parco nel Parco del Cavaticcio e la Biografilm Street, con le sale del Cinema Odeon, che già nei mesi scorsi hanno visto la programmazione dei titoli biografici di Sala Bio, diventata un appuntamento, prima inedito e poi atteso, per chi desidera vivere la sala cinematografica anche come consuetudine di incontro e spazio per scoprire affinità culturali.

Anche quest’anno, grazie al sostegno e alla collaborazione della Provincia di Bologna, prosegue il progetto Biografilm District, che tocca, oltre a Pieve di Cento, le due importanti piazze di Casalecchio e San Lazzaro, ampliando ad altri pubblici le opportunità di fruizione dei contenuti della manifestazione e di incontro con gli ospiti internazionali, ancora una volta affiancando alla vocazione di Biografilm a esprimersi come brand internazionale, che va consolidandosi come punto di riferimento per i contenuti biografici, la volontà di un rapporto elettivo e concreto con il territorio in cui la manifestazione è nata e cresciuta.

E in una congiuntura economica difficile come quella del 2012, oltre che al main sponsor FIAT Lancia, è alle istituzioni, alle associazioni e alle realtà produttive che hanno il loro centro nevralgico nel nostro territorio che va una volta di più il sentito ringraziamento del festival, per la loro stima, il loro sostegno e la loro collaborazione: la Regione Emilia- Romagna, con il suo fondamentale contributo, la Provincia e il Comune di Bologna, l’Università di Bologna, la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la Fondazione del Monte, l’APT Emilia Romagna, la Camera di Commercio di Bologna, la Lega delle Cooperative, Coop Adriatica, Granarolo, Unipol, il Gruppo Hera, Acqua Cerelia. A queste si affiancano partner come laFeltrinelli, Lufthansa, Campari, che da sempre scelgono Biografilm Festival come manifestazione con cui ideare e strutturare progetti di comunicazione sinergici.

In un momento complesso, in cui si corre il grave rischio di restare periferici rispetto alla possibilità di capire e gestire una crisi di portata globale, un festival può essere un’occasione preziosa per recuperare centralità, per farsi soggetti attivi di interpretazione e cambiamento, in un contesto che sa farsi snodo, luogo di affluenza, accesso, scambio, confronto, tra idee, persone, associazioni, istituzioni, attività produttive, energie culturali.

L’edizione 2012 di Biografilm vuole essere anche questo e siamo certi che potrà esserlo solo con l’apporto, prezioso e insostituibile, delle realtà che ne affiancano da sempre lo sviluppo, del suo staff, del guerrilla staff, dei suoi sostenitori, del pubblico che ne sceglie e premia la proposta culturale.

Emanuela Ceddia
Direttore organizzativo