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Giovanni Battista Belzoni

Giovanni Battista Belzoni nacque a Padova nel 1778. Per evitare la coscrizione nell'esercito napoleonico nel 1803 si rifugiò in Inghilterra, dove visse sfruttando la sua notevole stazza (era alto due metri) e la sua forza erculea lavorando come artista in un circo, dove faceva l'"uomo forzuto" con il nome di "Patagonian Samson" ("Sansone Patagonico"); caricatosi sulle spalle una specie di giogo, arrivava a sostenere da solo una piramide umana costituita da un'intera famiglia di dodici persone.Dopo una serie di viaggi in Europa e a Malta giunse in Egitto dove, sfruttando le sue nozioni di meccanica e idraulica che aveva utilizzato per esigenze scenografiche, costruì una pompa idraulica di sua invenzione.In pochi anni percorse in lungo e in largo l'Egitto, risalendo il fiume Nilo fino ad Assuan, scoprendo sotto la sabbia il tempio di Abu Simbel; scoprì la città di Berenice, esplorò la Valle dei Re scoprendo la tomba di Seti I, una delle più belle della valle e che è oggi nota anche con il nome di "Tomba Belzoni", che aprì sfondandone la parete con un ariete formato da un tronco di palma. Trasportò a Londra migliaia di reperti, fra cui un colossale obelisco che servì poi a Champollion (1822) per verificare la sua decifrazione dei geroglifici. Dalla tomba di Seti I, inoltre, egli riportò a Londra il sarcofago in alabastro translucido del re che offrì al British Museum per 2000 sterline. Il museo rifiutò l'offerta, così scatenando anche le ire dell'opinione pubblica, ed il sarcofago venne acquistato dall'architetto John Soane (che lo fece installare nella "cripta" della sua abitazione-museo ove, ancora oggi, si trova).Tornato in Inghilterra nel 1819, scrisse e pubblicò le sue memorie, dove descriveva tutte le sue grandi scoperte archeologiche. Morì di dissenteria nel 1823 in Nigeria[1], nei pressi della città di Timbuctù, mentre stava partecipando ad una spedizione alla ricerca delle favolose sorgenti del Nilo.