Ernest Hemingway
Da piccolo, quando poteva pensare di essere ancora Nick Adams, aveva l’assoluta certezza che non sarebbe morto mai. Avrebbe vissuto per sempre, per continuare a scrivere il meglio e il più sinceramente possibile. Vivere per raccontare, vivere per essere i suoi personaggi: oltre al giovane Nick, anche il vecchio Santiago in lotta con il mare, e Jack Barnes che si perde fra Parigi e la Spagna, e Frederic Henry con la sua giovinezza in trincea, e Robert Jordan, che ha vissuto i suoi giorni intensamente, e Francis Macomber con la sua breve vita felice. Tutti è stato e sempre sarà, lui che non era un maestro, ma un compagno di avventure. Per questo, il 2 luglio 1961, ha deciso che uno fra i tanti poteva andarsene. Aveva 62 anni. Ne sono passati cinquanta da allora, ma Ernest Hemingway ancora scrive e lotta insieme a noi. Il focus vuole sondare l’arcipelago di uomini che è stato lo scrittore di Addio alle armi e Festa mobile, i Quarantanove racconti e Il vecchio e il mare. Così lo ha defi nito Marlene Dietrich, sua complice e amica per quasi trent’anni: “Quello che lo contraddistingue è che ha trovato il tempo di fare ciò che gli uomini in genere si limitano a sognare. Ha avuto il coraggio, l’iniziativa, il piacere di viaggiare e di assorbire, di scrivere, in un certo senso di creare ciò che ha visto”.
