Zheng He
Membro della dinastia dei Ming, eunuco reale e compagno di giochi del piccolo principe Zhu Di, aiutò quest'ultimo a compiere una rivolta contro il padre dello stesso: l'Imperatore. Zhu Di, una volta salito al trono come nuovo Imperatore ordinò, nel 1403, la costruzione di una flotta imperiale sia per scopi mercantili, che come flotta da guerra e per gli affari diplomatici.
L'Imperatore Zhu Di mise al comando di tutta la flotta Zheng He, che fu quindi nominato Ammiraglio. Di religione musulmana, Zheng He venne quindi incaricato dall'imperatore Yongle, che successe a Zhu Di, di effettuare spedizioni navali a carattere diplomatico, scientifico e commerciale nei mari occidentali, guidando una flotta di grandi giunche imperiali che includeva anche navi mercantili, le cosiddette navi dei tesori.
L'enorme flotta comandata da Zheng He (317 navi con 28.000 soldati a bordo) partì per il primo di sette viaggi nell'Oceano Indiano, raggiungendo le coste orientali dell'Africa, il Mar Rosso, il Giappone e la Corea.
Dato il successo della prima spedizione - tra il 1405 e il 1433 effettuò in tutto sette viaggi - fu incaricato di una seconda spedizione nei mari dell'Indocina, dell'Indonesia e dell'India meridionale, spingendosi sino a toccare le coste arabiche meridionali e dell'Africa orientale tra l'attuale Somalia e il Kenya. Il settimo viaggio (affrontato con 300 navi e circa 27500 uomini) durò dal 1431 al 1433: la flotta comandata da Zheng He visitò i porti di Champa (oggi in Vietnam) e Giava, oltre a Palembang, Malacca, Ceylon e Calcutta. Tra i successi diplomatici della spedizione si ricorda la dissuasione del re del Siam a minacciare il Regno di Malacca.
Da Calcutta una parte della flotta continuò il viaggio verso ovest costeggiando il corno d'Africa sino a Malindi e commerciando sul Mar Rosso, in tale viaggio molti dei marinai cinesi poterono probabilmente visitare la Mecca. Zheng He invece, che era probabilmente rimasto a Calcutta, morì nel viaggio di ritorno e fu seppellito in mare.
