Tina Merlin
Nasce a Trichiana (Belluno) il 19 agosto 1926. Durante la guerra di liberazione è staffetta partigiana nella brigata “7°Alpini” che operava nel Bellunese. Inizia scrivendo racconti che vengono pubblicati da l'Unità nella "Pagina della donna", uno dei quali le vale un premio.
Dal 1951 al 1967 è corrispondente locale del quotidiano l’«Unità». Sono questi gli anni in cui esordisce come scrittrice con Menica, raccolta di racconti partigiani (Renzo Cortina Editore, Pavia, 1957; Annita Tarantola Editrice, Belluno, 1994).
Nello stesso periodo segue da vicino le vicende del Vajont, prima e dopo la catastrofe del 9 ottobre 1963 che costò la vita a duemila persone. Per i suoi articoli di denuncia della situazione pericolosa che si era andata manifestando con la costruzione della diga, pubblicati su l’«Unità» già dal 1959, è processata e assolta dal tribunale di Milano per “diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico”.
Nel 1972 si trasferisce alla redazione de l’«Unità» di Milano e da qui, nel 1975, a Venezia dove dirige le pagine.
Muore il 22 dicembre 1991 dopo un anno di malattia. Nel novembre 1992 viene costituital’Associazione culturale a lei intitolata. Con l’aiuto di Mario Rigoni Stern, esce postumo il volume autobiografico “La casa sulla Marteniga” (Il Poligrafo, Padova, 1993), che nello anno riceve dal Premio letterario Villafranca Padovana il premio speciale “dai Grandi”; l’attuale edizione è stata pubblicata nel 2001 (Cierre Edizioni, Verona), che nel 2002 ha ristampato Menica con il nuovo titolo Menica e le altre e nel 2004 ha pubblicato una raccolta di articoli “La rabbia e la speranza”.
