Biografilm Festival 2009
Non c’è più tempo per essere pessimisti
L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire.
(Epigrafe dell’architrave del Teatro Massimo, Palermo)
Ci si mette molto tempo per diventare giovani. Ma un po’ alla volta mi pare che ce la stiamo facendo. “Adesso tocca a noi”, dicevamo un anno fa in queste pagine. E se è vero che un grande fiume fa meno rumore di un fiume piccolo è ragionevole pensare che l’onda di una nuova generazione sia in arrivo. La diga delle certezze assolute scricchiola. I segni, fuori e dentro di noi, ci sono tutti.
Abbiamo ormai smesso di considerare ragionevole “tutto ciò che vien fatto con una faccia seria”. E in effetti se ne sono viste di cose fino a ieri considerate irragionevoli succedere in quest’ultimo anno. Diceva George Bernard Shaw che: “L'uomo ragionevole adegua se stesso al mondo. L'uomo irragionevole persiste nel tentativo di adeguare il mondo a se stesso. Perciò ogni progresso dipende dall'uomo irragionevole”.
La nuova generazione dunque deve dimostrare di essere disposta ad affrontare grandi responsabilità per proporre le sue opinioni, e non solo perchè le sue opinioni valgono, ma perché di nuove visioni e nuove sintesi c’è grande bisogno. Il mondo sta cambiando molto velocemente, e chi dice il contrario, spesso è semplicemente stanco o peggio è in malafede. Proporre nuove prospettive e nuovi modi di pensare e di agire è una nostra responsabilità e un nostro dovere.
E torno a George Bernard Shaw, questa volta per confutarlo. Non è più vero che “Tutto ciò che i giovani possono fare per i vecchi è scandalizzarli e tenerli aggiornati”, soprattutto non con i nostri vecchi, che di rivolgimenti sociali e culturali ne hanno affrontati ed imposti, con fatica, e anche a vantaggio nostro. La nostra può e deve essere una trasformazione nuova, partecipata ed inclusiva, ma non per questo priva di determinazione e di urgenza.
Biografilm 2009 propone alcuni momenti e strumenti per rievocare e celebrare una generazione, quella di Woodstock, che con il mito della sua onda e la potenza della sua risacca, ha segnato un ciclo, e ha forse un po’ ritardato l’arrivo del successivo. :-P Al Festival celebreremo tante vite: da Andrea Pazienza a Isaiah Zagar, da Michael Reynolds a Vàclav Havel, da Groucho Marx ai Fratelli Warner, e lo faremo assieme ai protagonisti di quell’avventura di Pace, Amore e Musica, che quarant’anni fa cambiò il mondo, in un incontro tra generazioni che -ne siamo certi - sarà un’occasione emozionante e creativa.
Dopo un lungo e faticoso inverno c’è da augurarsi dunque che l’estate 2009 sia una nuova Summer of Love, per ricaricare le batterie, armarsi di coraggio e poi partire con una nuova onda. Noi ne abbiamo bisogno, ma dovrebbero augurarselo tutti, anche le madri e i padri e le nonne e i nonni che tante sfide ci stanno lasciando sul tavolo, e soprattutto i bambini ai quali molto presto dovremo render conto del mondo così come l’avremo saputo immaginare.
Andrea Romeo - Direttore Artistico
