Il Festival

Anche solo dare il nome giusto alle cose diventa un atto rivoluzionario
Rosa Luxembourg
Annerendo questa pagina un anno fa abbiamo accettato di ammettere uno shock di cui volevamo conservare memoria. Una crisi di sistema, di modello, di linguaggio. Una frattura profonda e indelebile nella capacità di riconoscere e partecipare ad un rinnovamento che sembrava essere ed invece semplicemente non era. Una crisi che ha investito nel profondo la cultura, il cinema, il nostro Paese e perfino la nostra comunità locale, causando un effettivo black-out di cui abbiamo voluto e vogliamo tenere memoria.
Ora però, mentre questo programma va in stampa, il tempo sembra essersi rimesso in moto e, in piena coerenza con la celebration di quest’anno, da sotto la superfice sembrano germogliare nuove consapevolezze e nuove progettualità. Lo si voglia ammettere o no, a livello glocale la fine di un ciclo e di un modello è evidente, e consapevoli dei rischi e della fatica che comporta, bisogna solo trovare la forza e la fantasia per cominciarne un altro.
È in questo mood che Biografilm torna agli ’80 per nutrirsi della grande energia di anni abitualmente considerati vacui e sotto la cui superfificie – strappando lo straordinario manifesto regalatoci dall’artista Maripol – abbiamo cercato di scovare le radici di processi che, nel bene e nel male, hanno attraversato gli ultimi venticinque anni, trasformando profondamente il mondo in cui viviamo e la nostra percezione di esso.
La globalizzazione, la rivoluzione digitale e la nascita di una coscienza ecologica, sono solo alcuni dei fenomeni che siamo riusciti ad individuare e a cui abbiamo tentato di dare un nome. Attraversati da sommovimenti dirompenti, gli anni ’80 visti da qui, segnano un evidente turning point, un cambiamento radicale di prospettiva, sia nel nostro modo di pensare il mondo, sia di cosa considerare mondo. Il tempo stesso sembra aver subito un’accelerazione.
In forme sempre diverse il tema del turning point sembra essere anche al centro di molte delle storie di vita che incontreremo quest’anno. Talvolta è un incontro, talvolta un successo, talvolta un trauma o un accadimento inspiegabile, ma molti dei protagonisti di questa edizione, nel raccontarci la loro vita, ci suggeriscono un momento preciso a cui guardare per trovare una chiave di lettura. Un cambiamento e spesso una ferita, che corrisponde con la fine di un periodo e l’inizio di un percorso. Per i protagonisti di Biografilm 2011 è un bandolo attorno al quale filare la propria storia, anche solo per potercela raccontare; per noi spettatori, diventa un punto di osservazione privilegiato per comprenderne appieno la complessità.
Come spiegava Doc ad un attonito Marty McFly, qualcosa ha cambiato malamente il corso degli eventi modificando il continuum spaziotemporale e trasformando il 1985 in cui siamo stati catapultati in un mondo orribile. Si ma cosa? Se riusciremo a capirlo potremo cambiarlo. E allora, forse, un altro mondo sarà possibile.
Andrea Romeo
Direttore artistico
L’edizione 2011 segna un passaggio importante nel percorso di Biografilm Festival. Un passaggio che conferma e amplifica la vocazione del festival a essere urbano e glocale. A dialogare fittamente con il territorio in cui è nato, ma anche a guardare oltre, a un livello nazionale e internazionale, nel quale vuole farsi strumento e occasione per raccontare valori, sintesi culturali ed eccellenze di Bologna e della Regione Emilia Romagna.
Biografilm quest’anno si presenta con un programma ancora più ricco e articolato. Dopo la grande e calorosa partecipazione del pubblico alla sesta edizione – una festosa invasione di ogni spazio e di ogni evento del festival - come organizzatori abbiamo sentito la necessità di rispondere a un’evidente richiesta di allargare ancora l’offerta dei contenuti e renderne più fluida la fruizione.
Biografilm 2011 si sviluppa in undici intense giornate e abbraccia la città con nuove sedi, ad affiancare quella istituzionale della Manifattura delle Arti, che grazie alla preziosa collaborazione della Cineteca del Comune di Bologna da sempre accoglie il festival nelle sale del Cinema Lumière.
La programmazione, anche fuori dalle mura cittadine, arriva a maturazione con il progetto Biografilm District, che porta proiezioni e ospiti in tre importanti piazze dell’area provinciale, con il supporto dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna.
Complice l’attenzione di un Honorary Board che, negli anni, ha raccolto intorno al progetto Biografilm famiglie e personalità di grande prestigio nell’universo del cinema statunitense, il respiro internazionale della manifestazione acquista concretezza con una prima iniziativa speciale – a New York - di promozione del festival, della città di Bologna e del territorio regionale, in stretta collaborazione con l’APT della Regione Emilia Romagna.
Ognuno di questi aspetti dello sviluppo della manifestazione ci chiede, nel raccontarlo, di evidenziare i tanti soggetti che all’evoluzione del progetto Biografilm contribuiscono di giorno in giorno in modo determinante, in un serrato dialogo che tocca i contenuti, i valori, l’organizzazione e la qualità della manifestazione.
Il nostro sentito ringraziamento va alle istituzioni che da tanti anni ci accompagnano con il loro costante e attento sostegno: l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Bologna, il Comune di Bologna, la Cineteca del Comune di Bologna, l’Università di Bologna, la Fondazione CARISBO, la Fondazione Del Monte.
Va alle realtà che partecipano a Biografilm con il loro apporto non solo economico, ma anche di progettualità, ricerca e condivisione di intenti: la Lega delle Cooperative, l’ARCI, le aziende con le quali il festival lavora in stretta collaborazione, quelle che ne hanno sostenuto l’affermazione e quelle che da quest’anno hanno scelto di sposarne la crescita: in primis il main sponsor FIAT Lancia, e poi Coop Italia, Coop Adriatica, Granarolo, il Gruppo Hera, IGP Decaux, Lufthansa, la Feltrinelli, ERA Allestimenti, Attractive.it.
Va a tutti i sostenitori della manifestazione e a coloro che scelgono la Biografilm Card come un modo per vivere il festival e la città di Bologna. Quella Bologna che ci auguriamo possa interpretare con più intensità e slancio la sua inclinazione a essere ogni giorno, per chi ci vive e per chi la attraversa, una vera città della cultura. Il mio personale ringraziamento va poi, come sempre, ai colleghi dello staff di Biografilm, che non rinunciano mai a guardare al futuro. E al pubblico, le cui passioni speriamo anche quest’anno di incontrare.
Emanuela Ceddia
Direttore organizzativo
